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Cammini
Un viaggio interiore tra distrazioni, simboli nascosti e luoghi che diventano rifugi dell’anima. Una lettera al “Professore” per ritrovare il proprio centro, riconoscere i segnali che la vita offre e imparare a salire di livello, poco alla volta, lungo il sentiero della crescita personale.
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M(‘)ALLENA
Una lettera immaginaria a Mallena diventa un viaggio nel significato della femminilità contemporanea. Tra insicurezze, corpi esposti, desiderio di approvazione e antichi saperi, la narratrice cerca un equilibrio possibile. Seduta sulla battigia, osserva le onde e attende quella che l’allenerà a non annegare
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Le bugie sepolte nel mio giardino
Cara Ju- ran, apprezzo la tua premura: non ci conosciamo, eppure mi hai scritto. Ti ha messo in allarme un amico, incontrato per caso tra gli scaffali della libreria. Come dargli torto, sono scomparsa improvvisamente. Per me è sempre stata consuetudine prendermi delle lunghe pause, ma lo avevo avvisato. Lui soltanto, così simile a me, solo più sagace. Solo? Talvolta vorrei avere la sua arguzia, oltre alla sua innata dote da autodidatta. Mi chiedo. Quanti libri dovrò masticare prima di raggiungerlo? Inarrivabile, quel “maledetto” topo da biblioteca! Mi sento la volpe che non arriva all’uva. Splendido animale, però; una volta mi ha attraversato la strada, abbagliato dai fari dell’auto. Che…
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Immobile
Cara Alice,mi spiace se ho lasciato trascorrere così tanto tempo prima di rispondere alla tua, ma ormai dovresti conoscermi bene e sapere che, ogni tanto, mi nascondo; scappo, mi faccio piccina picciò, esattamente come te quando addenti il fungo del Brucaliffo. E resto immobile. Quanto è stato scritto sul significato più o meno occulto di quel gesto! Sai che in psichiatria si comincia a parlare di una vera e propria sindrome da inserire nel DSM-5? Sempre che non sia già stato fatto. Non sto parlando degli stati allucinogeni da assunzione di sostanze stupefacenti; mi riferisco ad una sindrome neurologica (?) in cui si altera la percezione spazio-temporale del sé organico.…
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Un problema (di) cristallino
Caro Stefano,quale potere magico hanno le parole scritte che talvolta non vediamo? Ma non le vediamo, o soltanto non le percepiamo per timore di verità? Difficile riprendere a scrivere per altri, quando non lo si fa più per se stessi da qualche mese. Ho sempre vissuto di stimoli visivi, mi hanno sempre guidata, ispirata, rassicurata. Poi, improvviso il buio; l’assenza poco compresa di luoghi vicini e lontani da vivere ancor prima che immaginare e tutta quella nebbia che sale, offuscando l’orizzonte. Offuscando il mondo immaginifico che mi aiutava ad essere reale. Un ossimoro – dirai. Certo, è in tal senso che sta la sua concretezza. E ora, come faccio ad…
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Rintocchi di vita
.18 GIUGNO 1992 Ciao Dodo,sono tornata da poco da Milano, Luna si è laureata, che culo! Io ho gli orali i primi di luglio. Domani ho il tema di italiano. Comunque, non me ne frega un cazzo! Sono a pezzi. Il cuore mi rimbomba in petto come i rintocchi lugubri di una campana funeraria. Altro che festeggiare mia sorella! Prima di entrare nell’aula magna ho aspettato la Emma (le ho chiesto se venisse anche lei, perché non volevo passare la giornata con la Addams’ family, non so se mi spiego) e quando finalmente è arrivata, con lo sguardo più sereno del mondo mi ha raccontato di aver fatto il test…
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Conseguenze
Ho perdonato mia madre per esser stata, per ovvie ragioni, la grande assente durante la finale giocata da mio fratello ai mondiali di Rochefort? Io sì, ma Teo le ha tenuto il muso, mi pare, per circa due mesi, giorno più giorno meno. Non posso dargli tutti i torti, visto che quella piccola Alice persa nel suo mondo – ma guarda te cosa devo mai pensare della donna che mi ha messa al mondo – è riuscita a far perder l’esito della partita pure a me. Strabiliante conseguenza dell’azione irresponsabile e pure un tantino imprudente del mio genitore femmina: l’indipendenza del figlio maschio, il quale ha imparato a sbrigarsela da…
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Abbandonarsi ai ricordi
Ho sempre amato la scatola in cui tu e mamma avete conservato vecchie foto di famiglia. Quante volte ho aperto l’armadio, preso il contenitore, alzato il coperchio e sbirciato a bocca aperta, da bimba sognante, i volti in bianco e nero, sbiaditi, annebbiati dal tempo. Volti noti e volti lontani, poco conosciuti o conosciuti affatto. Come il volto del bisnonno, di cui evidentemente ho ereditato non i tratti, ma l’amore per il mare. Lo so, non navigo come lui, ma so d’amarlo. Lo amo a tal punto da esserci tornata subito, tra le sue onde, nonostante ci stessi annegando. Ti avevo disobbedito, come fanno tutti i ragazzini per imporre il…
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Le parole degli altri
Caro Alex,come stai? Immagino ti sia dovuto reinventare pure tu. Un’altra volta. Ben venuto nel mio mondo, mi sentirei di dirti a questo punto. Vedo che sorridi, allora ci siamo capiti.So che ami così tanto il profumo e la ruvidezza delle pagine, da prescriverle ai tuoi lettori. Prescriverle, quindi, dovrei scrivere “pazienti”. Fa un po’ paura definirli tali? Non direi. Cura la scrittura, dicono, curerà pure la lettura… O no? Personalmente, e spero tu sia d’accordo con me, lo credo. E anche quando non attiva neuroni in più, sa calmare, distrarre, render più… pazienti. Certo che in questi mesi ci è toccato averne tanta di pazienza e, probabilmente, dovremo averne…
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Un ponte di corda
.18 GENNAIO 1992 Ciao Dodo,sto aspettando le dodici e trenta per venire a prenderti e sono qui al Break con Lala.Stupida, ha infilato una monetina nel juke box e selezionato “Perché”, così ora sono più triste di prima. No, non triste, direi incazzata per non essere andata a scuola anche oggi. Certo, la scusa pronta l’avrei, sono andata a fare gli esami del sangue, ma a scuola ci potevo tornare sicuramente, solo che avevo paura dell’interrogazione di scienze.Come sai, ieri pomeriggio ho studiato fino alle diciotto, solo che questa mattina sono andata in panico e non mi sono presentata.Lo so, sono proprio una cretina e in effetti mi sento tremendamente…